mercoledì 17 gennaio 2018

Congedo per assistenza notturna


La Cassazione chiarisce quando l'assistenza al familiare grave giustifica il congedo straordinario: nullo l'eventuale licenziamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29062/17, ribadisce il principio secondo il quale chi usufruisce dei congedi retribuiti per assistere un familiare con grave disabilità, ai sensi della legge 104/1992 e del decreto legislativo 151/2001, ha diritto ad avere “spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita e di riposo“.

Congedo e assistenza

Sulla base di questo principio, i giudici supremi hanno dato ragione ad un lavoratore che aveva impugnato il licenziamento impostogli dall’azienda dopo aver scoperto che, mentre era in congedo straordinario di due anni, stava con la madre disabile solo di notte mentre di giorno tornava a casa sua.

Ricorrendo ad un accertamento investigativo, l’azienda aveva infatti rilevato che, nel corso delle giornate, il lavoratore in congedo straordinario  si era dedicato ad attività di proprio personale interesse e non risultava aver assistito la madre disabile, mentre di notte stava con la madre malata di Alzheimer ed insonne per evitare che scappasse di casa come aveva tentato di fare altre volte (questa la spiegazione fornita dal lavoratore).

La legge, spiegano i giudici della Corte di Cassazione, non prevede orari per l’assistenza: basta essere presenti, non conta se di giorno o solo di notte. In particolare nella sentenza si legge:

“Non si può ritenere che l’assistenza che legittima il beneficio del congedo straordinario possa intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, quali la cura dei propri interessi personali e familiari, oltre alle ordinarie necessità di riposo e di recupero delle energie psico-fisiche, sempre che risultino complessivamente salvaguardati i connotati essenziali di un intervento assistenziale che deve avere carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione del disabile”.

“Pur risultando materialmente accaduto che si trovasse in talune giornate del giugno 2013 lontano dall’abitazione della madre ciò non è sufficiente a far ritenere sussistente il fatto contestato – la violazione del dovere di fedeltà e correttezza – perché una volta accertato che, ferma la convivenza, il lavoratore comunque prestava continuativa assistenza notturna alla disabile, alternandosi durante il giorno con altre persone, con modalità da considerarsi compatibili con le finalità dell’intervento assistenziale, tanto svuota di rilievo disciplinare la condotta tenuta”.


Diritto alla reintegra

La Cassazione ha quindi avvalorata il diritto del lavoratore a riavere il posto di lavoro dal momento che non ha commesso alcun illecito disciplinare.
Fonte: Sentenza della Cassazione.

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martedì 26 dicembre 2017

Prospetto informativo disabili


Sistema per l’invio del Prospetto Informativo on line
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Regole per l'invio
  • I datori di lavoro pubblici e privati, che hanno la sede legale e le unità produttive ubicate in un’unica Regione o Provincia Autonoma e che adempiono all’obbligo direttamente, inviano il prospetto informativo presso il servizio informatico messo a disposizione dalla Regione o Provincia Autonoma.
  • I soggetti abilitati effettuano tutte le comunicazioni attraverso il servizio informatico regionale ove è ubicata la sede legale.
  • Nel caso di invio del prospetto da parte di un’azienda Capogruppo, la regola di invio segue quella dell’azienda capogruppo stessa.
Per maggiori informazioni sul servizio clicca qui.

domenica 24 dicembre 2017

Diritto al lavoro dei disabili


Servizio occupazione disabili

La legge n. 68/1999 “Norme per il diritto al lavoro dei disabili” ha introdotto il nuovo concetto di collocamento mirato, inteso come l’insieme di strumenti tecnici ed interventi di supporto che consentano una reale integrazione lavorativa delle persone con disabilità.
Tale norma obbliga tutti i datori di lavoro pubblici e privati con almeno 15 dipendenti come base di computo ad avere alle proprie dipendenze uno o più lavoratori iscritti alle liste di cui all’art.8 (disabili
).
Il decreto legislativo n. 151 del 14.09.2015 introduce alcune modifiche in materia di collocamento obbligatorio.
Nella scheda sintetica vengono presentate le principali modifiche

Sei una persona con disabilità e vuoi inserirti nel mondo del lavoro. Il Centro per l’ Impiego territorialmente competente ti offre servizi di natura amministrativa e interventi di politiche attive del lavoro.

La tua azienda è tenuta ad assumere persone con disabilità. Il Servizio Occupazione Disabili ti offre i servizi amministrativi e di supporto  relativi all’applicazione della legge 68/99.

Eroghi servizi per persone con disabilità: inserimento lavorativo, sostegno all’occupazione, supporto al collocamento mirato. Il Piano provinciale per l’occupazione dei disabili (Emergo) finanzia azioni e servizi ed agisce attraverso il coinvolgimento di enti pubblici e privati, i disabili e le loro famiglie, le istituzioni, le cooperative sociali e le imprese creando una rete di rapporti capace di supportare le attività connesse alla formazione e al lavoro dei disabili.

sabato 16 dicembre 2017

Bollo auto esenzione: chi non deve pagare



Chi non deve pagare il bollo auto? Il mensile ‘Quattroruote’ ha fatto un po’ di chiarezza sui soggetti che sono esentati dal pagamento del bollo auto dato che ci sono regole diverse in ogni regione d’Italia.
Provincia autonoma di Bolzano: per i primi tre anni dall’immatricolazione non pagano il bollo tutti i veicoli a idrogeno, gas metano, Gpl, ibrida elettrica e termica.
Campania: esenzioni per chi ha auto ibride (benzina-elettrica o benzina-idrogeno).
Emilia Romagna: non paga il primo periodo fisso e i due anni successivi chi ha immatricolato un’auto ibrida (gasolio-elettrica, benzina/elettrica e benzina/idrogeno) tra l’1 gennaio 2016 e il 31 dicembre 2016.
Lazio: l’esenzione, sempre per le ibride, incluse quelle ad alimentazione termica, di fatto è per i primi tre anni.
Liguria: per le auto ibride (benzina-elettrica, benzina-idrogeno, gasolio-elettrica) immatricolati non prima dell’1 gennaio 2016 potranno godere dell’esenzione del primo bollo e dei quattro anni successivi.
Lombardia: per i veicoli ibridi (benzina-elettrica, gasolio-elettrica) con ricarica esterna immatricolati tra l’1 gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 c’è una riduzione del bollo del 50 per cento per tre anni.
Marche: tutti i veicoli ibridi (benzina-elettrica, gasolio-elettrica, alimentazione termica, benzina-idrogeno) immatricolati nel 2017 c’è l’esenzione del bollo per il primo anno e per i 5 anni successivi.
Puglia: c’è l’esenzione per i veicoli ibridi immatricolati da gennaio 2014 per il primo periodo fisso e per i successivi cinque anni.
Provincia di Trento : c’è l’esenzione per cinque anni per le auto metano-benzina, Gpl benzina, elettrica-benzina.
Umbria: niente bollo per due anni su tutti i veicoli ibridi elettrici con benzina o gasolio immatricolati tra gennaio 2016 e dicembre 2017.
Veneto: dal 2014 i proprietari della auto ibride sono esentati per tre anni dall’immatricolazione.
AUTO STORICHE – La normativa di riferimento per tutte le regioni prevede che l’esenzione dal pagamento del bollo riguardi solo auto con età pari o superiore ai 30 anni (non più 20 come recitava la legge precedente): se però il veicolo circola su strada pubblica bisogna pagare una tassa forfettaria 28,40 euro per le auto e 11,36 euro per le moto.  Alcune regioni , però, hanno introdotto una normativa ad hoc. In questo caso specificatamente e in generale, la soluzione migliore per verificare l’ammontare del bollo è collegarsi al sito ACI, verificando gli aggiornamenti della legislazione sui vari portali regionali e calcolandolo in base alla propria regione di ‘appartenenza’.
AUTO PER DISABILI – Tante le esenzioni per i disabili e i loro accompagnatori. Per auto e moto fino a 2.000 cc con motore a benzina e fino a 2.800 cc con motore a diesel, c’è l’esenzione totale per sordomuti, non vedenti e per soggetti con ridotte o impedite capacità motorie. L’esenzione riguarda ovviamente anche i soggetti familiari che hanno a carico le categorie appena citate, sempre per auto al massimo 2.0 benzina e 2.8 diesel. Esenzione anche per motocarrozzine, macchine elettriche e motocicli leggeri utilizzati da invalidi o mutilati. Esenzione pure, infine, per i veicoli utilizzati nelle missioni umanitarie e per il trasporto di persone bisognose di cure mediche: in quest’ultimo caso non rientrano però automaticamente le autoambulanze, che spesso sono utilizzate a fini di lucro. In questa circostanza l’esenzione del bollo deve essere sottoposta alla verifica della regione di appartenenza.

venerdì 8 dicembre 2017

LINEE GUIDA I.N.P.S. PER L’ACCERTAMENTO DEGLI STATI INVALIDANTI

CRITERI E MODALITÀ DI APPLICAZIONE
La nuova tabella fa riferimento, secondo i criteri della normativa vigente, all’incidenza delle infermità sulla capacità lavorativa esprimendo il pregiudizio percentuale che su di essa comporta ciascuna menomazione anatomo-funzionale. La tabella prevede sia infermità cui è attribuita una percentuale "fissa", sia infermità per le quali l’invalidità è riferita a una o più fasce successive di dieci punti percentuali, individuate secondo classi funzionali definite in base a criteri di evidenza clinica. Per alcune infermità sistemiche o con possibili complicanze a carico di molteplici organi e apparati, che mal si prestano ad una esauriente distinzione in classi funzionali, si è scelto di accorpare più fasce di invalidità in una sola voce tabellare, indicando un range superiore ai 10 punti percentuali e specificando criteri e modalità di valutazione in rapporto a natura e gravità delle complicanze. Per le infermità non tabellate si procede alla valutazione del danno in via analogica indiretta, o per equivalenza, con riferimento ad infermità analoghe tabellate e di pari gravità. La struttura tabellare proposta, prevedendo per una medesima infermità fasce successive di invalidità correlate a crescente compromissione funzionale, esclude, di regola, il ricorso a valutazioni con criterio analogico proporzionale, riservato alle infermità che risultino tabellate ma con diversa gravità.

lunedì 4 dicembre 2017

RETE DEI SERVIZI PER LA DISABILITÀ



Il sostegno alle persone con disabilità (o non autosufficienti) ha subito - nel corso degli anni – un’evoluzione caratterizzata dal passaggio “dalla cura della persona” al “prendersi cura”, e da una maggiore attenzione alla famiglia e al contesto sociale in cui la persona è inserita.
Regione Lombardia, con l’approvazione della LR 15/2016, ha inteso promuovere ulteriormente le condizioni di benessere in materia e di inclusione sociale delle persone affette da disturbi dello spettro autistico e della disabilità complessa.
Di seguito sono elencati i principali servizi dedicati alle persone con disabilità offerti in Regione Lombardia ed erogati, a seconda del caso, dalle Agenzie di Tutela della Salute (ATS), dalle Aziende Socio Sanitarie Territoriali (ASST), dal Privato accreditato, dai Comuni e dal Terzo Settore competenti per territorio. 





domenica 26 novembre 2017

Ausili per disabili, pubblicato il bando per chiedere il contributo



Con le disposizioni contenute nel decreto n. 13682/2017 del 6 novembre 2017 la Direzione Generale Reddito di Autonomia e Inclusione sociale ha approvato gli “Interventi a favore delle persone disabili o delle loro famiglie per l’acquisizione di ausili o strumenti tecnologicamente avanzati” per l’anno 2017. In base a quanto previsto dalla legge regionale 23/99, Regione Lombardia sostiene l’acquisto da parte di persone con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento o loro familiari di ausili o strumenti tecnologicamente avanzati. Per sostenere questi acquisti -finalizzati a estendere le abilità della persona e a potenziare la sua qualità di vita- Regione Lombardia mette a disposizione 2.266.240 euro.

L’ausilio/strumento deve essere funzionale al raggiungimento/miglioramento:
  • dell’autonomia della persona, con particolare riferimento al miglioramento dell’ambiente domestico;
  • delle potenzialità della persona in relazione alle sue possibilità di integrazione sociale e lavorativa;
  • delle limitazioni funzionali, siano esse motorie, visive, uditive, intellettive, del linguaggio, nonché relative all’apprendimento.
Le richieste di contributo devono rientrare in quattro aree di intervento:
  1. Area domotica: rientrano le tecnologie finalizzate a rendere maggiormente fruibile e sicuro l’ambiente di vita della persona disabile e riducendo il carico assistenziale di chi se ne prende cura.
     
  2. Area mobilità: rientra l’adattamento dell’autoveicolo (di proprietà o in comodato d’uso sia del famigliare che del disabile) al fine di garantire il trasporto della persona nei luoghi di lavoro o di socializzazione. Per quanto riguarda esclusivamente le persone che beneficiano del contributo di cui all’articolo 27 della legge 104/92, gli stessi possono ottenere il contributo regionale, purché la somma complessiva derivante dal cumulo dei due contributi (art. 27 della legge 104/92 e art. 4 legge 23/99) non superi il 70 % del costo dell’ausilio/strumento stesso.
     
  3. Area informatica: prevede l’acquisto di personal computer o tablet solo se collegati ad applicativi necessari a compensare la disabilità o le difficoltà specifiche di apprendimento di cui alla l.r. n° 4/2010, fermo restando i massimali in calce al presente paragrafo.
     
  4. Altri ausili: rientra l’acquisto di strumenti/ausili non riconducibili al Nomenclatore Tariffario, ovvero per quegli strumenti/ausili ad alto contenuto tecnologico per i quali è riconosciuto un contributo sanitario. Questa ultima tipologia può essere finanziata purché la somma dei contributi (fondo sanitario/fondo l.r. 23/99) non sia superiore al 70% del costo dell’ausilio stesso. Rientrano in questa area anche: - gli ausili per non udenti non ricompresi nel nomenclatore, a titolo esemplificativo e non esaustivo, vibratori, sistemi FM o IR limitatamente ai minori in età prescolare nonché il secondo processore, non a scatola, prioritariamente per minori; - le protesi acustiche, limitatamente alle persone affette da sordità pari o superiore a 65 decibel medi (500-1000-2000 Hz) nell’orecchio migliore e ai minori con sordità pari a 50 decibel medi (500-1000-2000 Hz) nell’orecchio migliore.
Il contributo, se dovuto, è riconosciuto nella misura del 70% della spesa ammissibile entro i seguenti limiti:
  • personal computer da tavolo o tablet comprensivi di software specifici, contributo massimo erogabile, comprensivo di software di base e di tutte le periferiche, 400 euro;
  • personal computer portatile comprensivo di software specifici, contributo massimo erogabile, comprensivo di software di base e di tutte le periferiche, 600 euro;
  • protesi acustiche riconducibili: contributo massimo erogabile 2.000 euro;
  • adattamento dell’autoveicolo, compresi i beneficiari dell’art. 27 della legge 104/92, contributo massimo erogabile 5.000 euro.

Nell’area informatica sono ammissibili le domande che prevedono l’acquisizione contestuale del software e dell’hardware; ma sono altresì ammissibili quelle relative al solo adeguamento/potenziamento del software specifico utilizzato o per l’acquisto del solo hardware, purché si dimostri di possedere anche software specifico – o perché acquistato, o perché recuperato gratuitamente, ma comunque nella disponibilità del richiedente. Sono fatti salvi i limiti di spesa minimi e massimi ed il vincolo per il quale l’area informatica non può assorbire più del 10% del budget complessivo di ciascuna ATS. Le domande di contributo vengono valutate solo se prevedono una spesa pari o superiore a 300 euro. Il tetto massimo di spesa ammissibile è di 16.000 euro.

Sono destinatarie tutte le persone con disabilità che vivono da sole o in famiglia, indipendentemente dall’età ed anche le famiglie con figli con disturbi specifici di apprendimento (d’ora in poi DSA). Le persone che avessero già ricevuto dei contributi per l’acquisto di ausili e strumenti tecnologicamente avanzati, a valere sui bandi degli anni precedenti al 2017, possono presentare una nuova domanda per la stessa area, decorsi cinque anni. Viene fatta eccezione per le richieste di adeguamento/potenziamento dell’ausilio/strumento determinate:
  1. da variazioni delle abilità della persona;
  2. dalla necessità di sostituzione di un ausilio/strumento già in dotazione non più funzionante.
Se la domanda di contributo è relativa ad una tipologia di ausilio/strumento diverso da quello per il quale era stato concesso il contributo è possibile presentare una domanda anche prima che siano decorsi 5 anni.

Le famiglie con figli con disturbi specifici di apprendimento che hanno usufruito precedentemente di tali benefici possono presentare una nuova domanda solo per l’adeguamento/potenziamento del software specifico utilizzato.
Le Agenzie di tutela della salute (ATS) devono pubblicare l’avviso per la presentazione delle domande (assicurando un periodo di apertura di almeno 60 giorni) almeno entro il 15 dicembre 2017. Le domande di accesso al contributo potranno essere presentate a partire dal giorno successivo alla data di pubblicazione dell’avviso.