lunedì 8 maggio 2017

Rinnovo della Consulta cittadina per le persone con disabilità

Il termine di consegna della domanda di partecipazione è il 15 maggio 2017.
L±aula del Consiglio comunale
Milano, 3 maggio 2017 - Mancano meno di due settimane al termine per presentare le candidature ed entrare a far parte della Consulta cittadina, uno strumento di consultazione previsto dall'art. 16 dello Statuto del Comune di Milano.
Il Consiglio comunale ha confermato, con delibera n. 35 del 30 novembre 2015, l'istituzione della Consulta cittadina per le persone con disabilità ritenendola uno strumento idoneo per promuovere l'integrazione sociale e garantire la difesa degli interessi e dei diritti delle persone con disabilità, favorendo l'attenzione ai bisogni emergenti e vigilando affinché gli interventi programmati e progettati abbiano una risposta in termini di attuazione e di qualità.
Gli enti, gli organismi cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e di categoria operanti nei settori della Consulta possono chiedere di farne parte entro il 15 maggio e sollecitare, nell'interesse dei propri rappresentati, gli interventi futuri dell'Amministrazione comunale.


RINNOVO DELLA CONSULTA CITTADINA PER LE PERSONE CON DISABILITÀ
BANDO PER LA PRESENTAZIONE DELLE CANDIDATURE
L'articolo 16 dello Statuto del Comune di Milano tra le forme di partecipazione prevede la facoltà per il Consiglio comunale di istituire consulte di cittadini per ambiti e materie specifici.
Il Consiglio comunale con propria deliberazione n. 35/2015 del 30 novembre 2015 ha provveduto al rinnovo della Consulta cittadina per le persone con disabilità, istituita con deliberazione n. 138/1995, ed ha stabilito contestualmente la nuova composizione ed i criteri di scelta dei membri di tale organismo di partecipazione.
Con avviso pubblico in data 18 gennaio 2016 è stata avviata, con scadenza al 29 febbraio 2016, la raccolta delle candidature da parte di enti e organismi cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali e di categoria operanti nell'ambito della disabilità, per la nomina di propri rappresentanti all'interno della Consulta. Non essendo pervenute entro la scadenza prevista un numero sufficiente di candidature, i termini per la presentazione delle domande di partecipazione sono stati riaperti dall'8 al 22 marzo 2016.
Le domande pervenute al termine della procedura ritenute ammissibili dalla commissione tecnica competente risultano in numero di 12, quindi non ancora sufficienti rispetto al numero di componenti della Consulta da nominare (15).
Occorre pertanto procedere alla raccolta di ulteriori candidature per integrare il numero dei componenti della Consulta da nominare, facendo salve le domande di partecipazione già presentate in relazione all'avviso pregresso e ritenute ammissibili e valide in sede istruttoria, purché i soggetti interessati dichiarino il permanere dell'interesse a partecipare alla Consulta e confermino il rappresentante già a suo tempo designato, nonché la sussistenza dei requisiti già posseduti in sede di prima istanza.
COMPOSIZIONE E MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO DELLA CONSULTA
La Consulta cittadina per le persone con disabilità è composta da 15 membri.
I membri della Consulta restano in carica 4 anni dalla data di nomina da parte del Sindaco.
La Consulta si riunisce in via ordinaria ogni 3 mesi e in via straordinaria nei casi previsti dal Regolamento per l'attuazione dei diritti di partecipazione popolare in materia di iniziativa popolare, referendum, interrogazioni, istanze e petizioni, consulte cittadine ed udienze pubbliche (di seguito Regolamento).
Alle sedute possono partecipare senza diritto di voto il Sindaco, gli assessori, i consiglieri comunali e un Consigliere per municipio, delegato dal Presidente dello stesso.
La Consulta esprime pareri, ai sensi dell'art. 29, comma 6, del Regolamento sulle seguenti proposte di deliberazioni di Consiglio e di Giunta:
a) proposte di deliberazioni relative al bilancio di previsione, limitatamente alla parte di spesa destinata ai servizi che rientrano nelle competenze della Consulta;
b) proposte di deliberazioni di attuazione del Piano di zona socio-sanitario-assistenziale, concorrendo inoltre alla stesura con proposte scritte, per quanto attiene le tematiche relative alla disabilità;
c) proposte di deliberazioni a carattere programmatorio e di indirizzo riguardanti i campi socio-sanitari-assistenziali, interventi educativi, scolastici e sportivi, cultura e tempo libero, politiche lavorative e abitative, opere pubbliche, progetti urbanistici i cui argomenti rivestano interesse rilevante per le persone con disabilità (ospedali, riqualificazione di grandi aree urbane) e interventi attinenti i trasporti e l'affermazione del diritto alla mobilità;
d) proposte di deliberazioni riguardanti interventi a favore dell'inserimento lavorativo delle persone con disabilità.
L'Amministrazione mette a disposizione della Consulta, in occasione delle convocazioni, locali idonei, nonché gli atti e i documenti necessari ai fini dello svolgimento della propria attività. La partecipazione all'attività della Consulta non dà diritto ad alcun compenso.
CRITERI DI SCELTA DEI MEMBRI DELLA CONSULTA
Entro la data stabilita dal presente avviso gli enti, gli organismi cittadini, le associazioni, le organizzazioni sindacali e di categoria operanti nei settori della Consulta possono chiedere di farne parte alla Direzione dell'Area Domiciliarità e Cultura della salute.
La candidature saranno valutate, al fine della verifica di ammissibilità, entro 30 giorni dalla scadenza del presente bando da una commissione tecnica costituita presso la Direzione dell'Area Domiciliarità e Cultura della salute.
Le risultanze della verifica saranno comunicate al Sindaco e alla Commissione consiliare competente per materia.
La scelta dei membri avverrà secondo i seguenti criteri:
  • rappresentatività di enti, organismi cittadini, associazioni, organizzazioni sindacali e di categoria;
  • ampia copertura delle diverse disabilità, comprese quelle di origine sensoriale, psichica e mentale;
  • rispetto della rappresentatività territoriale del Comune di Milano;
  • priorità a organismi e realtà di coordinamento di secondo livello;
  • rispetto dell'equilibrio di genere nella composizione, ai sensi dell'art. 5, comma 4, dello Statuto comunale.
Il Sindaco, entro 30 giorni dalla comunicazione delle candidature idonee, nomina i componenti della Consulta nella persona dei designati dai soggetti ammessi a partecipare. Per ogni ente, organismo cittadino, associazione e organizzazione sindacale e di categoria non può essere designato più di un rappresentante.
PRESENTAZIONE CANDIDATURE
Le candidature devono essere indirizzate alla Direzione Area Domiciliarità e Cultura della salute e presentate, a far tempo, dalla data del presente avviso, presso il Protocollo generale - via Larga, 12 - Milano (accessi privi di barriere architettoniche: via Rastrelli 7 e via Pecorari 3), dal lunedì al venerdì con orario continuato dalle ore 8:30 alle ore 15:30, il sabato dalle ore 8:45 alle ore 12:00; oppure inviate a mezzo servizio postale al seguente indirizzo: Comune di Milano - Direzione Area Domiciliarità e Cultura della salute, presso Ufficio Protocollo, largo Treves 1 - 20121 Milano.
Le candidature dovranno pervenire in busta chiusa e sigillata. Sul plico dovrà risultare la dicitura: "Richiesta di partecipazione alla consulta cittadina per le persone con disabilità".
Il plico dovrà pervenire inderogabilmente entro il 15 maggio 2017.
Del giorno e ora di arrivo farà fede esclusivamente il timbro/ricevuta apposta dall'Ufficio Protocollo.
Non verranno prese in considerazione le candidature pervenute oltre il termine indicato nel presente avviso.
DOCUMENTAZIONE
Ogni domanda deve obbligatoriamente contenere:
  1. i dati relativi alla ragione sociale dell'ente, dell'organismo, dell'associazione o dell'organizzazione;
  2. indicazioni relative all'iscrizione in albi o registri comunali, provinciali, regionali o nazionali e il numero degli iscritti alla data del presente avviso;
  3. sintesi degli ambiti di intervento in cui opera l'ente, l'organismo, l'associazione o l'organizzazione, con particolare riferimento all'area della disabilità;
  4. indicazione delle attività svolte in favore delle persone con disabilità ed eventuale loro localizzazione sul territorio milanese;
  5. nominativo del soggetto da designare quale componente della Consulta in caso di nomina, con indicazione delle cariche rivestite all'interno dell'ente, dell'organismo, dell'associazione o dell'organizzazione.
La domanda dovrà essere sottoscritta dal legale rappresentante, di cui dovrà essere allegata copia fotostatica del documento di identità in corso di validità.
I dati dei candidati e loro designati saranno trattati solo per lo svolgimento delle funzioni istituzionali proprie della Pubblica Amministrazione, ai sensi degli artt. 18, 19 e 20 del Decreto legislativo n. 196/2003.
Responsabile del procedimento: Enrico Vailati - Area Domiciliarità e Cultura della salute - telefono 02 884 64556. Per informazioni è po
ssibile rivolgersi alla Direzione Area Domiciliarità e Cultura della salute - telefono 02 884 63174 - posta elettronica: pss.domiciliaritaculturasalute@comune.milano.it.


martedì 2 maggio 2017

Categorie protette: la gestione delle malattie rare

Le malattie rare possono causare disagi tali da comportare lo stato di disabile o di invalido civile: come va certificato e le agevolazioni sul lavoro, anche per i famigliari.



Assunzione disabili, obblighi in azienda


Le nuove disposizioni di legge per l'assunzione obbligatoria di lavoratori che rientrano nelle categorie protette introdotte dal decreto legislativo 151/2015, attuativo del Jobs Act. => VAI ALLO SPECIALE CATEGORIE PROTETTE SU PMI.IT


La Legge 104/1992 è il è il riferimento normativo per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate, ma anche delle loro famiglie, garantendo loro un adeguato sostegno. Tale norma definisce anche le agevolazioni sul lavoro previste per i disabili e per chi li assiste (caregiver) prevedendo particolari casi di permessi di lavoro, congedo parentale e invalidità civile. Diritti che spettano anche a coloro che sono colpiti da malattie rare e a chi li assiste, a patto di soddisfare i criteri previsti dalla legge.




Definizione handicap


La legge definisce persone con handicap coloro che presentano una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione. In sostanza si tratta di persone il cui stato può causare ripercussioni sociali.


Definizione invalidità civile


Coloro che sono colpiti da una malattia rara possono inoltre richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile che, rispetto allo stato di handicap, comporta benefici diversi. Per invalidità si intende la difficoltà a svolgere alcune funzioni quotidiane, per effetto di limitazioni fisiche, psichiche, intellettive, visive o uditive. Più in particolare la legge definisce invalido civile: “un cittadino di età compresa tra i 18 e i 65 anni che abbia menomazioni congenite o acquisite, anche di carattere progressivo. Sono compresi gli irregolari psichici e le insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionale, che abbiano una riduzione della capacità lavorativa in misura superiore a 1/3”. Un minore di 18 anni, o un over 65, è considerato invalido civile se presenta difficoltà persistenti a svolgere compiti e funzioni proprie della sua età.




Agevolazioni disabilità per malattie rare


Per quanto concerne la richiesta di riconoscimento dello stato di handicap, questa deve essere presentata all’INPS che rimanda poi ad un’apposita commissione ASL il compito di verificare lo stato del richiedente.


Una volta ottenuta la certificazione di handicap, tra i diritti del richiedente vi sono alcuni specifici permessi lavorativi che i familiari che l’assistono possono richiedere. In particolare la legge prevede:


  • per genitori, parenti e affini che assistono la persona disabile colpita da malattia rara 2 ore di permesso giornaliero fino al compimento del terzo anno di vita del bambino con handicap in situazione di gravità. Permessi che possono essere richiesti solo da uno dei due genitori (non possono essere fruiti contemporaneamente) e solo nel caso in cui il bambino non sia ricoverato a tempo pieno in istituto o in altro centro, a meno che non sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore (art. 3, comma 1, lett. a) ed art. 4, comma 1, lett. b) del D.Lgs 119/2011). Tale permesso è retribuito per intero e spetta in alternativa al prolungamento del congedo parentale o ai permessi di cui al paragrafo successivo;
  • per coniuge e i parenti e affini entro i primo grado ovvero entro il secondo grado, qualora i genitori o il coniuge siano mancanti (giuridicamente o fisicamente) o deceduti o siano anziani oltre 65 anni o siano affetti da patologie invalidanti 3 giorni di permesso retribuito al mese (frazionabili o continuativi), a condizione che non vi sia un ricovero a tempo pieno, salvo che non sia richiesta dai sanitari la presenza del genitore (art. 3,comma 1, lett. a) ed art. 4, comma 1, lett. b) del D.Lgs 119/2011). Ai genitori viene concessa la possibilità di alternarsi, mentre per gli altri parenti vale il principio del cosiddetto “Referente Unico”. I permessi spettano anche nel caso in cui l’assistenza non sia svolta in modo continuativo ed esclusivo (legge 183/10);
  • per i genitori, alternativamente, il congedo parentale prolungato per i primi 12 anni d’età (invece di 8) del figlio con disabilità grave, (art. 4, comma 1, L. 104/92 – art. 33, comma 1, L. 151/01) purché questo non sia ricoverato presso istituti specializzati, a meno che i sanitari non richiedano la presenza dei genitori. Per questi periodi è prevista una indennità pari al 30% della retribuzione spettante (art. 34, commi 1/3, D.Lgs. 151/01);
  • congedo retribuito di due anni, anche frazionabile, per assistere persone con handicap grave che non siano ricoverati a tempo pieno in istituto, salvo che non sia richiesta dai sanitari la presenza del familiare. La retribuzione per questi periodi viene calcolata con riferimento alle voci fisse e continuative dell’ultima retribuzione. I periodi di congedo non rilevano ai fini della maturazione di ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto.
    Per le persone con disabilità la legge prevede inoltre il collocamento obbligatorio, il diritto di precedenza nella scelta della sede di lavoro più vicina al tuo domicilio tra quelle disponibili, in caso di concorso pubblico, anche in caso di trasferimento. Il disabile grave ha diritto al trasferimento alla sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, mentre è vietato il trasferimento senza il proprio consenso (diritti che vengono riconosciuti in maniera analoga al familiare che assiste il disabile).
    Le mansioni assegnate al disabile devono essere adeguate alla tua capacità lavorativa.
    Invalidità civile per malattie rare
    Anche lo stato di invalido civile deve essere certificato dal medico INPS sulla base della valutazione fornita dalla Commissione Medico Legale. Il problema per chi è affetto da malattie rare è che la patologia può non essere conosciuta al medico INPS che la deve certificare, o alla Commissione Medico Legale che deve accertare l’invalidità civile, è dunque consigliabile allegare alla domanda specifica documentazione, referti clinici, lettere di dimissioni ospedaliere, relazioni cliniche, indicazioni rilasciare dagli specialisti e/o dai Centri Regionali di Riferimento. Consigliabile inoltre farsi assistere da un medico di fiducia durante la visita di accertamento 
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sabato 25 marzo 2017

Vieni a conoscere Milano chiudendo gli occhi

Si può certamente provare a conoscere una città anche chiudendo gli occhi, lasciandosi cullare dalla lettura ad alta voce della pagina di un libro, anzi di tante pagine di tanti libri, che di quella stessa città hanno parlato: è quanto accadrà il 25 marzo a Milano, grazie a una nuova edizione dell’evento intitolato appunto “Leggere ad occhi chiusi”, promosso dall’ANS (Associazione Nazionale Subvedenti)
ANS, "Leggere la città ad occhi chiusi". Milano, 14 gennaio 2017
L’immagine-simbolo dell’iniziativa “Leggere ad occhi chiusi”, proposta a Milano dall’ANS (Associazione Nazionale Subvedenti)
«Vieni a conoscere Milano chiudendo gli occhi, lasciandoti cullare dalla lettura ad alta voce della pagina di un libro, anzi di tante pagine di tanti libri che di quella città hanno parlato, facendo muovere i loro personaggi in epoche diverse, ma stranamente sempre sugli stessi luoghi, addirittura nelle stesse vie dove tu, oggi cammini, lavori o abiti».
Così l’ANS (Associazione Nazionale Subvedenti) invita tutti a partecipare a una nuova edizione dell’iniziativa denominata Leggere la città ad occhi chiusi – già proposta a suo tempo con successo – in programma per sabato 25 marzo presso la Sala Consiliare del Municipio 3 di Milano (Via Sansovino, 9, ore 15, ingresso gratuito).
«Sarà una bella occasione – spiegano dall’ANS – soprattutto per i cittadini milanesi della Zona Venezia Città Studi Lambrate, per riscoprire, attraverso l’opera dei numerosi scrittori che negli ultimi settant’anni hanno scelto di ambientarvi alcuni dei loro romanzi, le trasformazioni avvenute nel tessuto urbano e sociale del territorio che oggi essi abitano». (S.B.)
Per ulteriori informazioni
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Rosa Garofalo (rgarofalo@subvedenti.it).


LINK : http://www.superando.it/2017/03/23/vieni-a-conoscere-milano-chiudendo-gli-occhi/K

giovedì 9 marzo 2017

Inps, fino a 1000 euro al mese per chi ha un disabile in famiglia

L'Inps ha pubblicato il bando Inps Home Care Premium, un bonus disabile per la l'assistenza in casa


Dal 1° marzo i dipendenti e i pensionati pubblici con un familiare disabile potranno chiedere di accedere al nuovo programma “Home care premium” che prevede un contributo economico mensile fino a 1.000 euro per pagare “l’assistente familiare” (il/la badante che si prende cura della persona in situazione di difficoltà).
A CHI SPETTA IL BONUS – Il bonus è destinato ai dipendenti e pensionati della pubblica amministrazione, ai loro coniugi, parenti e affini di primo grado non autosufficienti. Il programma partirà il 1° luglio 2017 e si concluderà alla fine del 2018 con l’obiettivo di coinvolgere circa 30.000 persone. L’aiuto – ha spiegato il presidente dell’Inps Boeri – è legato sia al grado di disabilità sia alla propria situazione economica. Il tetto massimo si ha in caso di disabilità gravissima (quella che prevede il diritto all’indennità di accompagnamento) e l’Isee socio sanitario fino a 8.000 euro.


A QUANTO AMMONTA L’ASSEGNO – L’assegno disabili 2017 va da un minimo di 550 euro ad un massimo di 1.050 euro mensili. L’assegno è valutato in base all’invalidità del soggetto e alla situazione economica calcolata con l’Isee familiare di chi ne fa richiesta.
PRESTAZIONI AGGIUNTIVE – Oltre all’assegno per disabili, il bando prevede anche servizi integrativi. Tali servizi sono erogati dalle Asl tramite convenzione stipulata con L’Inps. Le prestazioni aggiuntive, vengono riconosciute in base alla percentuale di invalidità e di reddito Isee e prevedono:
  • supporto di psicologi, fisioterapisti e logopedisti;
  • servizi in strutture extra domiciliari
  • prestazioni presso i centri riabilitativi, di aggregazione giovanile, ecc.;
  • il trasferimento assistito per specifiche necessità;
COME FARE DOMANDA – La domanda per il servizio potrà essere fatta in via telematica fino a mezzogiorno del 30 marzo mentre la graduatoria sarà pubblicata il 20 aprile. Le nuove domande potranno essere fatte dal 27 aprile 2017. L’erogazione dei servizi partirà il primo luglio. Nella domanda viene richiesto l’Isee, quindi i richiedenti dovranno già aver elaborato la relativa DSU che attesti l’Isee.
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lunedì 6 marzo 2017

Adempimenti contabili APS-CSRC per Anziani

1. Al termine di ogni anno l'Associazione comunicherà al competente Settore della D.C. Politiche Sociali e Cultura della Salute ed alla Zona l'entità dell'eventuale avanzo di gestione, proponendone l'impiego per iniziative solidaristiche specificamente indicate, per migliorie agli immobili, per acquisizione di attrezzature o per accantonamenti in vista di future iniziative.
2. Il Tavolo Centrale e il Tavolo Zonale indicheranno delle linee di indirizzo per l’uso della disponibilità, favorendo la cooperazione tra i diversi Centri Socio Ricreativi Culturali al fine di programmare investimenti congiunti degli avanzi di gestione.
3. Ogni disavanzo derivante comunque dalla gestione economica della complessiva attività del Centro sarà a carico dell’Associazione

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° [LE APS SCONOSCIUTE AL FISCO- bilanci “fantasiosi” ed ancora gestioni dubbie e “mobbing interno”].
Molte le irregolarità segnalate alla guardia di finanza sulla gestione di alcuni centri anziani .

° .Senza le registrazioni dei movimenti di cassa la deliberazione assembleare del rendiconto finanziario è nulla
[Rilevazioni - Obblighi delle i di contabilità
L’obbligo risulta limitato esclusivamente al momento conclusivo e finale della gestione dell’esercizio sociale, mentre nulla è espressamente stabilito per le rilevazioni e gli obblighi di contabilità da cui il bilancio possa scaturire .
Malgrado la mancanza di obblighi specifici risulta comunque evidente la necessità di tenere una contabilità anche elementare e di predisporre annualmente un rendiconto che riassuma le vicende economiche e finanziarie dell’ente in modo da costituire uno strumento di trasparenza e di controllo dell’intera gestione economica e finanziaria dell’associazione - LIBRO CASSA)].

Categorie protette: le tutele all’estero

 

Collocamento e assunzioni obbligatori delle categorie protette e quote di riserva da parte del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione.



La Legge 12 marzo 1999, n. 68 disciplina il diritto al lavoro delle categorie protette con obiettivo di “promozione dell’inserimento e della integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato”.

Con il termine “categorie protette” si intendono i soggetti invalidi civili, invalidi del lavoro, non vedenti, sordomuti, invalidi di guerra, invalidi civili di guerra, invalidi per servizio. Vengono inoltre tutelati gli orfani ed i coniugi superstiti dei soggetti caduti per guerra, servizio o lavoro e dei profughi italiani rimpatriati (art. 18), nonché i soggetti individuati dalla Legge 23 novembre 1998, n. 407 (vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e categorie equiparate).


La legge prevede inoltre specifico requisito per ciascuna categoria di soggetto rientrante nella dicitura “categoria protetta”. Le condizioni di disabilità che danno diritto ad accedere al sistema per l’inserimento lavorativo dei lavoratori rientranti nelle categorie protette devono essere accertate e certificate da apposite Commissioni mediche già operanti nell’ambito della legge-quadro sui diritti dei portatori di handicap (Legge 5 febbraio 1992, n. 104), secondo i criteri indicati dal DPCM 13 gennaio 2000.

La legge prevede delle quote minime che i datori di lavoro pubblici e privati devono rispettare in termini di assunzioni obbligatorie di soggetti appartenenti alla categoria protetta disabili. Quote di riserva per le assunzioni obbligatorie che anche il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione devi rispettare in quanto datore di lavoro pubblico con più di 50 dipendenti.


Questo significa che il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione deve avere alle proprie dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie protette nelle seguente misura:

  • 7% di lavoratori disabili;
  • 1% di vedove ed orfani di coloro che siano deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, vedove ed orfani di soggetti riconosciuti grandi invalidi per causa di guerra, di servizio e di lavoro, profughi italiani rimpatriati, vittime del dovere, vittime del terrorismo e della criminalità organizzata e categorie equiparate.
    Anticipo pensionistico APE
    Le novità della Legge di Stabilità 2017 in tema di pensioni riguardano anche l'introduzione in via sperimentale dell'anticipo finanziario a garanzia pensionistica APE: ecco come funziona.
Noemi Ricci - 3 marzo 2017

Categorie protette: le linee guida dell’INPS


Categorie protette: arriveranno presto le Linee Guida INPS sul collocamento delle persone con disabilità, mentre sono già state emanate quelle sulle pari opportunità.



Il Decreto Legislativo 151/15 attuativo del Jobs Act ha introdotto novità in tema di collocamento dei lavoratori appartenenti alle categorie protette (disabili) come definite dalla Legge 68/99, introducendo in particolare novità in tema di obbligo all’assunzione di lavoratori con capacità lavorativa pari o superiore al 60% per i datori di lavoro che impiegano oltre 15 unità. Ora il sottosegretario al Welfare, Franca Biondelli, in occasione di una interrogazione parlamentare sul ritardo nell’emanazione delle Linee Guida INPS relative al collocamento delle persone con disabilità, ha assicurato che queste saranno emanate a breve.


Linee Guida collocamento disabili

Tempi brevi, garantisce Biondelli, anche per la formalizzazione di un apposito gruppo di lavoro per la riorganizzazione dei servizi per l’impiego, in collaborazione con le Regioni, in ottica di inserimento mirato.

Le deputate Patrizia Maestri e Maria Luisa Gnecchi, componenti della Commissione Lavoro della Camera, accogliendo con favore le dichiarazioni di Biondelli, spiegano:

«Quelle Linee Guide hanno l’obiettivo di portare alla costruzione di una rete integrata per migliorare il sistema di inserimento lavorativo anche attraverso la promozione di accordi territoriali con i sindacati e le organizzazioni datoriali e di sostenere la predisposizione di progetti di collocamento mirati. Si tratta di uno strumento che è parte essenziale di quella riforma delle politiche attive e dei servizi all’impiego, che rappresenta la chiave di volta per dare una possibilità di lavoro, in particolare, ai giovani, alle donne e alle persone disabili».


Ricordando poi che la disoccupazione tra le persone con disabilità va oltre l’80%, Maestri e Gnecchi:

«Il forte inasprimento delle sanzioni per le aziende che eludono l’obbligo di assumere disabili in ragione del numero degli occupati, recentemente entrato in vigore, ha rappresentato una prima risposta alla necessità di rendere disponibili posti di lavoro. Le Linee Guida serviranno ora anche a favorire l’incontro tra domanda e offerta di impiego».

Linee Guida occupazione femminile

Intanto con la determinazione del presidente INPS n. 7/2017, adottata su proposta del Comitato unico di garanzia e con il parere favorevole della Consigliera nazionale di parità, l’Istituto ha approvato il Piano di azioni positive 2017 – 2019 in ottica di pari opportunità, promozione della partecipazione lavorativa delle donne e realizzazione dell’uguaglianza sostanziale tra uomini e donne nel lavoro.

Il Piano che dovrà essere adottato dalle PA, per non incorrere nella sanzione del blocco delle assunzioni di nuovo personale, compreso quello appartenente alle categorie protette (art. 6, comma 6, del D. L.gs. 165/2001), si pone i seguenti obiettivi, che prevedono specifiche azioni che verranno realizzate nel triennio:


Assunzioni agevolate 2017-2018

Tutte le misure previste per incentivare le assunzioni nel corso del biennio 2017-2018: Legge di Stabilità, Decreto assunzioni al Sud e Garanzia Giovani. => VAI ALLO SPECIALE ASSUNZIONI AGEVOLATE SU PMI.IT

  • pari opportunità;
  • conciliazione lavoro – vita privata;
  • sicurezza e benessere organizzativo;
  • diversity management – Formazione informazione e best practices;
  • criteri di valutazione della performance;
  • bilancio di genere;
  • promozione ruolo del Comitato unico di garanzia.
    Fonte: INPS.                                                                                                                        Noemi Ricci - 16 febbraio 2017