lunedì 15 aprile 2019

Fascicolo Sanitario Elettronico, cos’è, dove e come funziona: la guida


Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico, come funziona, come attivarlo. Quali gli obiettivi, i livelli di diffusione, la normativa di riferimento, le criticità ancora aperte. Tutto quello che c’è da sapere

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è uno degli strumenti in cui si sostanzia la Sanità Digitale, insieme alle ricette elettroniche, alla telemedicina e a tutti quegli interventi che si basano sull’impiego delle tecnologie ICT in ambito sanitario per riorganizzare e potenziare i servizi, coordinare l’attività dei diversi operatori, garantire una migliore e più semplice comunicazione e interazione con utenti e aziende potenzialmente coinvolte come fornitori a livello centrale, regionale e locale.
Indice degli argomenti
Cos’è il Fascicolo sanitario elettronico
Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) è lo strumento attraverso il quale il cittadino può tracciare e consultare tutta la storia della propria vita sanitaria, condividendola con i professionisti sanitari per garantire un servizio più efficace ed efficiente. Esso è in effetti definito come uno strumento che raccoglie “l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito” (DPCM n.179/2015) e si colloca in una ampia gamma di attività relative all’erogazione di servizi sanitari, dalla prevenzione alla verifica della qualità delle cure.
Il FSE ha un orizzonte temporale che copre l’intera vita del paziente, in quanto è alimentato in maniera continuativa dai soggetti che lo prendono in cura nell’ambito del SSN e dei servizi socio-sanitari regionali. In esso dunque dovrebbe confluire teoricamente l’intera storia clinica di una persona generata da più strutture sanitarie, e se possibile anche arricchita da ulteriori documenti caricati online nel FSE dall’utente/assistito stesso.
Come funziona il Fascicolo sanitario elettronico e cosa contiene
L’FSE è istituito, previo consenso dell’assistito, dalle Regioni e Province Autonome, nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali, per le finalità di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione perseguite dai soggetti del SSN e dei servizi sociosanitari regionali che prendono in cura l’assistito. Tali soggetti, nel caso in cui il cittadino lo desideri e li autorizzi esplicitamente, possono consultare online i documenti sanitari digitali contenuti nel FSE per finalità di cura.
All’interno del FSE possono confluire tutte le informazioni sanitarie che descrivano lo stato di salute dell’assistito e tutti i documenti sanitari, come ad esempio prescrizioni di medicinali, prescrizioni di visite specialistiche, prescrizioni di esami di laboratorio o con l’ausilio di altra strumentazione diagnostica, referti di laboratorio, referti radiologici, referti di visite specialistiche, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione ospedaliera, terapie, anamnesi ecc.
Il popolamento del Fascicolo può avvenire mediante l’inserimento di tutti i dati e i documenti prodotti dal momento in cui è stato dato il consenso o, quando specificato nell’informativa, anche con tutta la documentazione prodotta in precedenza e resa disponibile in formato digitalizzato, sempre se l’assistito dia il suo consenso anche al pregresso.
Tutte le informazioni e i documenti che costituiscono il FSE dovrebbero essere resi interoperabili per consentire la sua consultazione e il suo popolamento in tutto il territorio nazionale e non solo nella regione di residenza dell’assistito.
Come attivare il Fascicolo Sanitario Elettronico
L’attivazione del FSE da parte dei cittadini può avvenire secondo diverse modalità in quanto ogni regione o provincia autonoma può prevedere autonomamente una o più procedure di attivazione, attribuendo inoltre ai Medici di Medicina Generale un ruolo più o meno attivo in tali procedure[1].
Tra le possibili modalità di attivazione vi sono: il recarsi presso il Medico di Medicina Generale (MMG) o il Pediatra di Libera Scelta (PLS), presso il personale delle strutture appartenenti al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), direttamente on-line tramite un portale dedicato e con le autenticazioni necessarie, presso sportelli dedicati al cittadino o in Punti Territoriali di Accesso (PTA) (anche presso altre PA come ad esempio i comuni di residenza) o in occasioni di eventi dedicati alla promozione di questo strumento e degli altri servizi di sanità digitale. Qualunque modalità venga utilizzata è prevista la richiesta al cittadino di un esplicito e libero consenso[2], a seguito della presa visione dell’informativa completa che spiega cos’è il FSE, cosa comporta la sua attivazione, quali sono le sue finalità, chi può consultarlo e chi può alimentarlo, come revocare il consenso e come oscurare alcuni dati, come previsto dal DPCM n. 178/2015. Una volta dato il consenso alla creazione del Fascicolo, l’assistito può accedervi tramite le credenziali e le modalità d’accesso stabilite dalla normativa e previste dalla regione/provincia autonoma di assistenza (credenziali regionali, SPID, TS-CNS, ecc.[3]) ed iniziare a consultare la documentazione in esso contenuta. L’assistito può successivamente modificare le indicazioni in merito a chi può consultare il proprio FSE e cosa può essere consultato, senza alcuna conseguenza per l’erogazione delle prestazioni erogate dal SSN e dai servizi socio‐sanitari, ma anche il consenso all’alimentazione del FSE.( Anna Francesca Pattaro Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Comunicazione ed Economia)



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giovedì 11 aprile 2019

Tutte le Detrazioni Fiscali 2019 per disabili: assistenza, mediche, visite, dispositivi, medicinali


Vediamo quali sono, come si calcolano e come si indicano nella dichiarazione dei redditi le spese sanitarie per persone disabili che possono andare dall’acquisto di medicinali, all’assistenza, accompagno, visite, acquisto di mezzi di locomozione, eliminazione barriere architettoniche e simili per fornire qualche chiarimento in più alle domande che giungono su altri articoli, fornendo una sintesi del quadro di riferimento e delle modalità di indicazione nella dichiarazione dei redditi sia che si tratti di modello 730 sia di modello unico PF.
Tabella di sintesi: spese sanitarie detraibili nel 730 per i disabili
  • Spese sanitarie per persone con disabilità (Rigo E3 del 730 2017): si deve sempre considerare quanto descritto nell’articolo guida relativo alle spese sanitarie ossia i requisiti ed i limiti/franchigie da rispettare.
  • Spese per l’acquisto di veicoli per persone con disabilità (Rigo E4): anche qui vi ricordo che potete consultare gratuitamente gli articoli di approfondimento dedicato all detrazione fiscale per l’acquisto di auto per disabili. L’articolo da modo di approfondire sia l’agevolazione sull’imposta diretta Irpef sia sull’imposta indiretta IVA (al 4%).
  • Premi pagate per polizze assicurative che coprono il rischio delle persone con disabilità grave (Rigo E8/E10, cod. 38)
  • Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità. A titolo di esempio possono essere accompagni, assistenza infermieristica, (Rigo E25  del 730 2017)
  • Acquisto medicinali: con o senza prescrizione a seconda della tipologia e sempre nel rispetto dei requisiti descritti nell’articolo dedicato alla detrazione fiscale dell’acquisto dei medicinali. Vi anticipo che sono molto i medicinali e comprendono anche quelli omeopatici che stanno andando molto in voga questi anni.
  • Acquisto dispositivi medici: Ausili per disabili (ad es. cateteri, sacche per urine, padelle ecc..) nel rispetto delle altre caratteristiche e requisiti che trovate descritti nell’articolo dedicato alla detrazione fiscale dei dispositivi medici. Sono compresi anche per esempi letti speciali o ari artificiali.
  • Detrazione per spese di mantenimento del cane guida: anche come per le altre voci precedenti potete consultare articoli di approfondimento per lo sfruttamento e come comportarsi in pratica per fruire dell’agevolazione. In questo specifico caso servirà il Certificato di invalidità che attesti la condizione di non vedente rilasciato da una commissione medica pubblica anche se è possibile anche procedere con  autocertificazione.
  • Eliminazione di barriere architettoniche.
Nel seguito trovate per ogni categoria alcuni chiarimenti preliminari che possono esservi utili per definire il perimetro di applicazione dell’agevolazione.
Premessa: il 730 precompilato
Se avete utilizzato come modalità di pagamento lo scontrino parlante vi dovreste in teoria già trovare nella dichiarazione gli importi sostenuti nel corso dell’anno oggetto di dichiarazione in quanto sono dati che sono confluiti al momento dell’acquisto nell’anagrafe tributaria. Proprio in questi giorni l’agenzia delle entrate sta elaborando le risultanze di tutti le altre spese tracciate (assicurazioni, canoni di locazione, redditi lavoro dipendente, ecc). Dovreste quindi solo fare attenzione a verificare che quadrino con le vostre risultanze e gli scontrini che vi sarete conservati nel corso dell’anno. Rispetto gli step per la generazione della dichiarazione potete approfondire l’argomento successivamente alla lettura di questo leggendo la Guida alla compilazione del 730
Dove indicare le spese nella dichiarazione dei redditi 730?
Rigo E25 – Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità: indicare l’importo delle spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica necessarie nei casi di grave e permanente invalidità o menomazione sostenute dalle persone con disabilità indipendentemente dalla circostanza che fruiscano o meno dell’assegno di accompagnamento.
Per una definizione delle persone con disabilità si vedano le istruzioni del rigo E3 della sezione I di questo quadro.

Qualora utilizzate il modello Unico la numerazione dei righi è la stessa. Esiste tra i due modelli una stretta connessione anche rispetto alla numerazione delle righe e questo è fatto per agevolare la compilazione da parte degli operatori di settore.
Quali sono le spese di assistenza sanitaria
Le spese di assistenza specifica sostenute dalle persone con disabilità sono quelle relative a:
  • assistenza infermieristica e riabilitativa;
  • personale in possesso della qualifica professionale di addetto all’assistenza di base o di operatore tecnico assistenziale esclusivamente dedicato all’assistenza diretta della persona;
  • personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  • personale con la qualifica di educatore professionale;
  • personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale.
Le prestazioni sanitarie rese alla persona dalle figure professionali sopraelencate sono deducibili dal reddito imponibile Irpef anche senza una specifica prescrizione da parte di un medico, a condizione che dal documento attestante la spesa risulti la figura professionale e la prestazione resa dal professionista sanitario (circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 19/E del 1° giugno 2012).
Vi ricordo sempre la sostanziale differenza tra deduzione (dal reddito imponibile) e detrazione (direttamente dall’imposta).
Se la persona con disabilità viene ricoverata in un istituto di assistenza, non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le paramediche di assistenza specifica che deve risultare distintamente nella documentazione rilasciata dall’istituto.
Le spese sanitarie per l’acquisto di medicinali sono deducibili se certificate da fattura o scontrino fiscale (c.d. “scontrino parlante”), in cui devono essere specificati la natura e la quantità dei prodotti acquistati, il codice alfanumerico (identificativo della qualità del farmaco) posto sulla confezione del medicinale e il codice fiscale del destinatario.
Le spese indicate in questo rigo sono deducibili anche se sostenute per i seguenti familiari, anche se non fiscalmente a carico:

  • coniuge;
  • figli, compresi quelli adottivi
  • discendenti dei figli;
  • genitori (compresi quelli adottivi);
  • generi e nuore;
  • suoceri e suocere;
  • fratelli e sorelle (anche unilaterali);
  • nonni e nonne.
Le spese chirurgiche per prestazioni specialistiche, per protesi dentarie e sanitarie, nonché per i mezzi di accompagnamento, locomozione, deambulazione, sollevamento e per i sussidi tecnici e informatici volti a facilitare l’autosufficienza e l’integrazione sostenute dalle persone con disabilità vanno indicate nei righi E1, E2, E3 e E4 della Sezione I.
Rigo E3 – Spese sanitarie per persone con disabilità: indicare l’importo delle spese sanitarie sostenute per persone con disabilità e, in particolare:
  • per i mezzi necessari all’accompagnamento, deambulazione, locomozione e sollevamento;
  • per i sussidi tecnici e informatici che facilitano l’autosufficienza e l’integrazione.
Per queste spese la detrazione del 19 per cento spetta sull’intero importo.
Quanto vale la detrazione dalle tasse o imposte (si chiamano imposte in questo caso)
Sono considerati persone con disabilità coloro che, avendo una minorazione fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva che causa difficoltà di apprendimento, relazione o integrazione lavorativa e determina un processo di svantaggio sociale o di emarginazione, e che per tali motivi hanno ottenuto il riconoscimento dalla Commissione medica (istituita ai sensi dell’art. 4 della L. n. 104 del 1992), o da altre commissioni mediche pubbliche che hanno l’incarico di certificare l’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc.
I grandi invalidi di guerra (art. 14 del T.U. n. 915 del 1978) e le persone a essi equiparate sono considerati persone con disabilità e non sono assoggettati agli accertamenti sanitari della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della L. n. 104 del 1992. In questo caso è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti quando sono stati concessi i benefici pensionistici.
Le persone con disabilità possono attestare le loro condizioni personali anche con un’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di atto notorio, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sotto- scrittore).

Fattispecie di spese per disabili: altri casi
Tra le spese sanitarie rientrano le:
  • spese per mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento di persone con disabilità riconosciute tali ai sensi dell’art. 3 della L. n. 104 del 1992, per le quali spetta la detrazione sull’intero importo (rigo E3). Sono tali, ad esempio, le spese sostenute per:
  • l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale;
  • le spese sostenute in occasione del trasporto in autoambulanza della persona con disabilità (spesa di accompagnamento). In questo caso resta fermo che le prestazioni specialistiche o generiche effettuate durante il predetto trasporto costituiscono spese sanitarie che danno diritto ad una detrazione solo sulla parte che eccede la somma di euro 129,11;
  • l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione;
  • la trasformazione dell’ascensore adattato al contenimento della carrozzella;
  • la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni;
  • l’installazione e/o la manutenzione delle pedane di sollevamento per disabili.
Per quello che concerne le barriere architettoniche vi segnalo l’articolo di approfondimento dedicato proprio alla detrazione fiscale delle barriere architettoniche nel 730
Attenzione: si può fruire della detrazione su tali spese solo sulla parte che eccede quella per la quale eventualmente si intende fruire anche della detrazione del 41 o del 36 o del 50 per cento per le spese sostenute per inter- venti finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche (righi da E41 a E53)
  • spese per sussidi tecnici informatici rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità d’integrazione dei portatori di handicap riconosciuti tali ai sensi dell’art. 3 della L. n. 104 del 1992. Sono tali ad esempio, le spese sostenute per l’acquisto di un fax, un modem, un computer o un sussidio telematico (rigo E3);
  • spese per i mezzi necessari alla locomozione di persone con disabilità con ridotte o impedite capacità motorie per le quali spetta la detrazione sull’intero importo (rigo E4). Sono tali le spese sostenute per l’acquisto di motoveicoli e autoveicoli di cui, rispettivamente, agli artt. 53, comma 1, lett. b), c) ed f) e 54, comma 1, lett. a), c), f) ed m), del D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285, anche se prodotti in serie e adattati in funzione delle sud- dette limitazioni permanenti delle capacità motorie.
Spese mezzi di locomozione e veicoli per disabili
Le impedite capacità motorie permanenti devono risultare dalla certificazione medica rilasciata dalla Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della legge n. 104 del 1992. Sono tali non solo i soggetti che hanno ottenuto il riconoscimento dalle commissioni di cui sopra, ma anche tutti coloro che sono stati ritenuti invalidi da altre commissioni mediche pubbliche incaricate ai fini del riconoscimento dell’invalidità civile, di lavoro, di guerra, ecc. Tra i mezzi necessari per la locomozione sono compresi anche gli autoveicoli non adattati destinati alla locomozione dei non vedenti e dei sordi, individuati dalla legge 26 maggio 1970, n. 381.
La detrazione sui veicoli spetta, a prescindere dall’adattamento, anche:
  1. ai soggetti  con handicap psichico o mentale per cui è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento;
  2. agli invalidi con grave limitazione della capacità di deambulazione;
  3. ai soggetti affetti da pluriamputazioni.
Handicap Grave
Per fruire della detrazione è necessario un handicap grave, così come definito dall’art. 3, c. 3, della L. n. 104 del 1992, derivante da patologie che comportano una limitazione permanente della deambulazione.
La gravità dell’handicap deve essere certificata con verbale dalla commissione per l’accertamento dell’handicap di cui all’art. 4 della L. n. 104 del 1992. Per i soggetti di cui al punto 1) è, inoltre, necessario il certificato di attribuzione dell’indennità di accompagnamento, emesso dalla commissione per l’accertamento dell’invalidità civile.

Per le persone con disabilità che non risultano contemporaneamente “affetti da grave limitazione della capacità di deambulazione”, le “ridotte o impedite capacità motorie permanenti” sussistono ogni qualvolta l’invalidità accertata comporti di per sé l’impossibilità o la difficoltà di deambulazione per patologie che escludono o limitano l’uso degli arti inferiori; in tal caso, pertanto, non si rende necessaria l’esplicita indicazione della ridotta o impedita capacità motoria sul certificato di invalidità.
Vi possono comunque essere altre fattispecie di patologie che comportano “ridotte o impedite capacità motorie permanenti” la cui valutazione richiedendo specifiche conoscenze mediche non può essere effettuata dagli uffici dell’Agenzia delle Entrate.
In tali casi è necessaria una certificazione aggiuntiva attestante le ridotte o impedite capacità motorie permanenti, rilasciata dalla Commissione di cui all’art. 4 della L. n. 104 del 1992, o in alternativa la copia della richiesta avanzata alla ASL diretta ad ottenere dalla predetta Commissione la certificazione aggiuntiva da cui risulti che la minorazione comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti, ai sensi dell’art.8 della L. n. 449 del 1997. Tra i veicoli adattati alla guida sono compresi anche quelli dotati di cambio automatico di serie, purché prescritto dalla commissione medica locale di cui all’articolo 119 del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285.
Costi di adattamento veicoli alle necessità del disabile
Tra i principali adattamenti ai veicoli, riferiti sia al sistema di guida che alla struttura della carrozzeria, che devono risultare dalla carta di circolazione a seguito del collaudo effettuato presso gli uffici periferici del Dipartimento dei trasporti terrestre del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, rientrano:
  • pedana sollevatrice ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;
  • scivolo a scomparsa ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;
  • braccio sollevatore ad azionamento meccanico/elettrico/idraulico;
  • paranco ad azionamento meccanico/ elettrico/idraulico;
  • sedile scorrevole girevole simultaneamente atto a facilitare l’accesso nel- l’abitacolo della persona con disabilità;
  • sistema di ancoraggio delle carrozzelle e cinture di sostegno;
  • sportello scorrevole.
Qualora a causa della natura dell’handicap i veicoli necessitino di adattamenti diversi da quelli sopra contemplati, la detrazione potrà ugualmente essere riconosciuta, purché vi sia sempre un collegamento funzionale tra l’handicap e la tipologia di adattamento.
I grandi invalidi di guerra di cui all’art.14, del T.U. n. 915 del 1978 e i soggetti ad essi equiparati sono considerati persone con disabilità e non sono as- soggettati agli accertamenti sanitari della Commissione medica istituita ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 104 del 1992. In questo caso, è sufficiente la documentazione rilasciata agli interessati dai ministeri competenti al mo- mento della concessione dei benefici pensionistici.

La sussistenza delle condizioni personali, a richiesta degli uffici, potrà essere fornita anche mediante autocertificazione effettuata nei modi e nei termini previsti dalla legge (dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui al D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, la cui sottoscrizione può non essere autenticata se accompagnata da copia fotostatica del documento di identità del sottoscrittore) attestante che l’invalidità comporta ridotte o impedite capacità motorie permanenti e dovrà far riferimento a precedenti accertamenti sanitari effettuati da organi abilitati all’accertamento di invalidità, considerato che non compete al singolo la definizione del tipo dell’invalidità medesima.
Si precisa che la detrazione compete a tutte le persone con disabilità con ridotte o impedite capacità motorie prescindendo dal possesso di una qualsiasi patente di guida da parte sia della persona con disabilità che dei soggetti cui risulta a carico.
Si tratta per i motoveicoli che fruiscono della detrazione di:
  • motocarrozzette: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello del conducente ed equipaggiati di idonea carrozzeria (lett. b) – art. 53);
  • motoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone e cose, capaci di contenere al massimo quattro posti compreso quello del conducente (lett. c) – art. 53);
  • motoveicoli per trasporti specifici: veicoli a tre ruote destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni e caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo (lett. f) – art. 53).
Gli autoveicoli che fruiscono della detrazione sono:
  • autovetture: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti compreso quello del conducente (art. 54, lett. a));
  • autoveicoli per trasporto promiscuo: veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 t o 4,5 t se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di persone e di cose e capaci di contenere al massimo nove posti compreso quello del conducente (art. 54, lett. c));
  • autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo (art. 54, lett. f));
  • autocaravan: veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente (art. 54, lett. m))
Detrazione fiscale autoveicoli per disabili
Vi segnalo poi l’articolo dedicato alla detrazione fiscale per l’acquisto di autoveicoli per disabili dove troverete anche le altre agevolazioni fiscali introdotte dal legislatore non solo ai fini Irpef ma anche ai fini Iva. A tal fine puoi leggere anche l’articolo di approfondimento dedicato all’Iva agevolata al 4% per l’acquisto di auto da parte di disabili (gratuitamente).
Documenti di prassi collegata
Celiachia: Nuova detrazione 2018
La novità per il 2018 è l’introduzione della detrazione fiscale sugli Alimenti per celiaci ai fini Irpef nella misura del 19%. Nel seguito la guida gratuita  che vi spiega come prenderla e come risparmiare sulle tasse




mercoledì 10 aprile 2019

Sociale, Lanzarin (Veneto): approvate linee guida per piani di zona

"Master plan delle politiche sociali territoriali"
Venezia, 10 apr. (askanews) – La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell’assessore alla sanità e alle politiche sociali, ha approvato le linee guida dei piani di zona dei servizi sociali e sociosanitari che dovranno entrare in vigore nel 2020. Le conferenze e i comitati dei sindaci, le Ulss, i comuni e le istituzioni sociali pubbliche e private dei diversi ambiti territoriali (i 26 distretti) del Veneto dovranno rileggere i bisogni preminenti dei rispettivi territori e condividere priorità e strategie di intervento. Obiettivo dei piani zonali sarà non solo una fotografia aggiornata e prospettica sulle ‘emergenze’ sociali da affrontare, ma soprattutto la messa in rete degli interventi secondo strategie comuni, che consentano l’ottimizzazione delle risorse e la condivisione degli obiettivi. “I piani di zona sono i ‘master plan’ delle politiche sociali territoriali – spiega l’assessore alla sanità e sociale Manuela Lanzarin – Sono uno strumento indispensabile per la buona programmazione perché definiscono ‘chi fa che cosa’ e facilitano la partecipazione e il coordinamento in un’ottica di comunità responsabile e di welfare generativo. Problemi complessi, come l’invecchiamento, le difficoltà delle famiglie, le dipendenze e la salute mentale, richiedono visioni di ampio respiro e processi di inclusione, aggregazione e partecipazione. I futuri piani di zona non dovranno più essere ‘il libro dei sogni’ dove ogni desiderata trova spazio, ma piani di intervento mirati, in linea con la programmazione regionale”. Le linee guida individuano le sei aree di intervento per la pianificazione territoriale dei servizi sociali: famiglia e minori; anziani; disabili; dipendenze; salute mentale: e, novità rispetto alle precedenti programmazioni, povertà e inclusione sociale. Per ognuna delle sei aree Conferenze e Comitati dei sindaci dovranno mettere a punto indirizzi, obiettivi e strategie di intervento, all’insegna dell’integrazione, dell’armonizzazione delle politiche e del welfare di comunità, favorendo il coinvolgimento attivo e responsabile dei singoli, delle famiglie e delle associazioni. “Dobbiamo superare l’approccio dell’intervento pubblico, indifferenziato e senza limiti di risorse – chiarisce Lanzarin – In tempi di ristrettezze finanziarie e di crescenti fragilità sociali, dobbiamo tutti imparare a fare rete, a condividere obiettivi e risorse, a far interagire pubblico e privato, istituzioni e volontariato. Solo così riusciremo ad avere comunità inclusive, dove nessuno, minore o anziano, disabile o povero, sia lasciato solo, in balìa delle proprie difficoltà. I piani di zona servono per organizzare in modo coordinato ed efficace le misure di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà, la permanenza a domicilio dei non autosufficienti, il sostegno ai minori e agli adolescenti in condizioni di disagio, gli interventi per conciliare i tempi di vita e di lavoro in aiuto alle famiglie, il contrasto alle varie forme di dipendenza, l’integrazione delle persone più fragili e dei migranti”.

mercoledì 3 aprile 2019

Lo sfogo del Comitato SeniorMizonatre, "criticità nel centro anziani Ricordi"



<Nel  Centro per anziani di Via Ruggero Boscovich del Comune di Milano gli anziani con ridotte capacità motorie non sono supportati.>
Dieci anni fa, il 3 marzo 2009, con la legge numero 18 veniva ratificata la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, promulgata a New York il 13 dicembre 2006.
Scopo della Convenzione, previsto dall' Art.1 della stessa è “promuovere, proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità”.
Essa riconosce la dignità e il valore connaturati a tutti i membri della famiglia umana ed i diritti uguali ed inalienabili come fondamento di libertà, giustizia e pace nel mondo. La ricorrenza del 3 marzo è passata sotto silenzio, forse perché è troppo ingombrante confrontarsi con principi così alti e troppo spesso disattesi per grave indifferenza ed incuria?

A.N.M.I.C-CONVOCAZIONE X CONGRESSO PROVINCIALE DI MILANO

CONGRESSO PROVINCIALE ANMIC MILANO
7 aprile 2019
presso il NOVOTEL NORD CA GRANDE
MILANO VIALE SUZZANI n.13
  

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Leonardo Donofrio , con il suo intervento esprime vivo apprezzamento per le relazioni svolte e gli interventi al convegno e si dichiara disponibile ad una collaborazione sinergica per ridare centralità alla tutela dei disabilii e delle famiglie



venerdì 22 marzo 2019

Autocertificazione invalidi civili. Modello ICRIC 2019: scadenza, chi deve presentarlo e come

Per il modello ICRIC ci sono delle novità che interessano le persone che percepiscono accompagnamento e assegno mensile

Per gli invalidi civili c’è l’obbligo, ogni anno, di presentare alcune autocertificazioni riguardanti – a seconda dei casi - lo stato di ricovero e altre informazioni, al fine di consentire una verifica della permanenza delle condizioni che danno diritto ad alcune prestazioni. 
Grazie a una convenzione stipulata a marzo dello scorso anno tra l’ INPS e il Ministero della Salute (ne parlavamo qui), per quest’anno ci sono delle novità che riguardano la presentazione del solo ICRIC ricovero. Per fare il punto, riassumiamo di seguito chi è obbligato a presentare cosa, e cosa cambia da quest’anno. 

IL  MODELLO ICRIC
 - La dichiarazione che interessa il maggior numero di invalidi è quellariguardante eventuali ricoveri a titolo gratuito, effettuati nell’anno precedente. Si tratta del Modello ICRIC (Invalidità Civile Ricovero). 
Questo obbligo riguarda solo chi percepisce:
- indennità di accompagnamento 
- Indennità di frequenza 
- assegno mensile 

mercoledì 24 ottobre 2018

DISABILITÀ.BOLOGNINI:A REGIONE PREMIO 'INNOVAZIONE SMAU 2018' PER PIATTAFORMA 'LOMBARDIA FACILE'

L'ASSESSORE: SEMPRE IMPEGNATI A PROMUOVERE AZIONI D'INCLUSIONE "CON NOI AIAS MILANO, ANFFAS LOMBARDIA, ANMIC, ENS, LEDHA, UICI"
(LNews - Milano, 23 ott) La Regione Lombardia è stata insignita del premio 'Innovazione Smau 2018' per la piattaforma informatica 'Lombardia facile', considerata l'iniziativa istituzionale più innovativa realizzata in tema di accessibilità e fruibilità dei servizi rivolti ai disabili.
Il riconoscimento, riservato alle Pubbliche amministrazioni che innovano, è stato ritirato, oggi, a Smau, a Fiera MilanoCity, dall'assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e Disabilità Stefano Bolognini. "Sono molto fiero di accettare questo Premio - ha detto Bolognini -, che rappresenta un riconoscimento valoriale e di pubblica utilità della piattaforma informatica 'Lombardia facile', realizzata da Regione in collaborazione con le principali associazioni lombarde che si occupano di disabilità".
ASSOCIAZIONI COINVOLTE - Aias Milano Onlus, Anffas Lombardia, Anmic, Ens, Ledha e Uici sono le organizzazioni che lavorano al costante aggiornamento di questo strumento piattaforma in back office e in front office al servizio 'Spazio Disabilità' nella sede di 'Spazio Regione' a Milano e negli Uffici territoriali di Regione che sorgono in ogni capoluogo di provincia.
RISPONDERE AI BISOGNI DELLE PERSONE - "Sulla piattaforma - ha spiegato Bolognini - nulla viene trascurato, per facilitare la libera scelta di chi vive la disabilità e vi si trovano risposte puntuali. È un servizio fondamentale, messo a disposizione nel pieno rispetto delle persona e come garanzia di piena partecipazione alla vita. È interessante sottolineare la logica che sta sotto, di liberare energie insieme, affinché si possa fare sempre meglio e di più per queste persone".
ENERGIE PUBBLICHE E PRIVATE INSIEME - "Smau - ha aggiunto l'assessore - rappresenta sempre un'importante e stimolante occasione d'incontro tra esperienze pubbliche e private in grado di liberare idee innovative ed energie positive che vadano ad intercettare i bisogni delle persone, così da tradurli in integrazione, inclusione, sviluppo, crescita e opportunità per il territorio. Nello specifico, la piattaforma non si occupa solo dei disabiliti residenti o di passaggio in Lombardia, ma anche dei loro familiari, degli operatori turistici, delle istituzioni pubbliche e della società civile".
PIATTAFORMA A 360 GRADI - Lavoro, scuola, trasporti, cura, assistenza, turismo, cultura, sport, servizi sociali e sociosanitari sono i settori che si trovano su 'Lombardia facile'. Nello specifico, la piattaforma offre, tra l'altro proposte turistiche attente alle esigenze dei visitatori, con informazioni descritte puntualmente anche grazie a suggerimenti esterni, con dati e indicazioni forniti direttamente dalle persone con disabilità, dai loro familiari e da chiunque vuole rendere il territorio lombardo più accogliente ed accessibile a tutti. Ma comprende anche agevolazioni e consigli utili per studiare, lavorare, muoversi e delle associazioni a cui rivolgersi.
REGIONE LOMBARDIA SEMPRE IN PRIMA LINEA - "Posso assicurare - ha concluso Bolognini - che Regione Lombardia sempre farà il possibile per promuovere azioni d'inclusione e veicolarle all'esterno in modo efficace". (LNews)
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